LE ISOLE TREMITI – VIVI IL GARGANO

Isole Tremiti

Al centro dell’Adriatico, tra il Gargano e la Dalmazia, a soli 135 km da Foggia e distanti appena 21 km a Nord del promontorio del Gargano, vi è l’arcipelago delle Isole Tremiti. San Domino, San Nicola, Caprara, lo scoglio del Cretaccio e, piu distante, Pianosa costituiscono un piccolo paradiso terrestre, con i suoi 1.509 ettari e 1.466 ettari di Area Marina Protetta, un perimetro di appena 21 km di natura incontaminata e un paesaggio dove miti e leggende si intrecciano, narrando di una terra già nota a Plinio e a Tacito, il quale ricondusse a questo luogo la morte di Giulia nipote dell’imperatore Augusto.

Le Isole Tremiti sono note anche come “Isole Diomedee” perché riconoscibili all’eroe greco Diomede. Secondo Plinio, i fedeli compagni dell’eroe omerico costruirono, dove oggi è collocata la necropoli ellenistica, risalente al V-III sec a.C. e più conosciuta come la Tomba di Diomede, il sepolcro in suo onore prima di essere tramutati in uccelli.

Le diomedee e le berte sono gli uccelli che popolano gli scogli delle Isole, loro è il lamento notturno che ricorda la leggenda. San Dominio “orto del paradiso”, come definirono i lateranensi che visitandola ne rimasero incantati, è l’isola più grande dell’arcipelago, 207 ha di estasiante bellezza, adagiati sul mare.

Isole Tremiti

Profumate ed ombrose le pinete di pini d’Aleppo degradano verso Nord, mentre proprio interno la piana dell’”Eden” con i suoi vigneti è la distesa coltivabile che occupa la zona centrale dell’isola. Lunga 2.600 m, larga 1.700m, registra un altezza massima sul livello del mare di 116 m (Colle dell’Eremita), l’isola deve il proprio nome all’antica chiesetta, ormai perduta, dedicata al martire omonimo.

Il percorso costiero lungo c.a. 9.700 m è impreziosito da numerose insenature ed affascinanti grotte, a testimonianza della natura carsica del territorio. Cala delle arene è l’unico tratto litoraneo sabbioso dell’arcipelago. A poca distanza (405 metri) l’isola di San Nicola, Teutria come la denominò Plinio, è il capoluogo dell’arcipelago, cuore pulsante di tutte le attività amministrative e riferimento importante per la ricostruzione degli avvenimenti che susseguendosi nei secoli hanno segnato la storia delle Isole Tremiti. Il suo territorio è di appena 43 ha, lunga 1.600 m da NE a SO, larga 450 da E a N, presenta un’altezza massima di 75 m sul livello del mare, e uno sviluppo costiero di 3.700m, caratterizzato da pareti a picco sul mare e costa frastagliata.

L’isola di San Nicola e la sua Abbazia di Santa Maria a Mare racchiudono molti secoli di storia e ancora oggi sono conservate tutt’intorno fortificazioni risalenti al tardo medioevo. Secondo il Chartularium Tremitese il primo centro religioso fu edificato nel IX secolo ad opera dei Benedettini. Nel 1412, dopo un lungo periodo di abbandono, il centro religioso venne restaurato e ampliato ad opera dei Canonici Lateranensi e a loro si deve la realizzazione di numerose cisterne ancora funzionanti. L’abbazia fu soppressa nel 1783 da re Ferdinando IV di Napoli che istituì una colonia penale.

Isole Tremiti

Capraia o Caprara deve il suo nome al cappero, la pianta più presente sull’isola. Completamente disabitata e con una vegetazione di prateria, cardi, marrubi e graminacee, l’isola di Capraia con una superfice di 44 ha presenta su tutta la costa un susseguirsi di piccole grotte con l’attrattiva del piccolo “architello”. Il Cretaccio è un grosso scoglio posto nello stretto che separa San Domino dall’isola di San Nicola.

Quasi invisibile è la vicina Pianosa, appendice che non si eleva oltre i 9 m, completamente priva di vegetazione con un immenso tesoro nelle ricchezze dei suoi mari.